Un viaggio pensato per chi è alla ricerca di un’esperienza autentica della Calabria che intreccia storia, cultura e tradizioni non può che partire dai piccoli Borghi. Abbarbicati su speroni rocciosi, adagiati su dolci colline o incastonati in verdeggianti vallate, rappresentano l’anima delle antiche usanze e degli antichi mestieri.

Numerosi Musei sono nati negli anni con l’intento di preservare strumenti e modus operandi propri della vita quotidiana d’un tempo.

Il Museo Demologico dell’economia, del lavoro e della storia sociale silana si trova a San Giovanni in Fiore, il borgo dove l’Abate Gioacchino fondò l’Abbazia Florense. Il piano superiore dell’Abbazia ospita il Museo Demologico, una finestra sul passato. Il termine “demologico” fa, infatti, riferimento alla volontà di raccontare la vita delle persone comuni, di quelle che con il loro lavoro e le loro tradizioni hanno costruito la realtà che oggi vediamo. Oggetti semplici ma significativi, attrezzi da lavoro, utensili domestici, tessuti e vestiti tradizionali, sono il filo conduttore di una storia che affonda le radici nella quotidianità di un popolo che ha sempre vissuto in stretta simbiosi con la terra.

Lavori che non sono rimasti chiusi nel passato ma sono stati tramandati fino ai giorni nostri. Camminando per le strade di San Giovanni in Fiore si incontrano prestigiosi laboratori orafi e tessili in piena attività, laboratori che aprono spesso le porte a studenti e stagisti desiderosi di apprendere quell’arte. Che siano fili d’oro o fili di stoffa, l’intreccio dà spesso forma ai simboli della città come le immagini del Liber Figurarum lasciatoci dall’Abate Gioacchino, a dimostrazione di quanto i sangiovannesi siano legati alle proprie radici.

Il borgo di Longobucco è stipato tra i monti della Sila Greca. Qui nella cornice dell’ex Convento dei Frati Francescani Minori, è stato allestito il Museo dell’Artigianato, degli Antichi Mestieri e della Difesa del Suolo. All’interno si trovano le testimonianze della vita e della cultura del borgo, salvate dall’oblio grazie all’amore dei longobucchesi. Il proiettore proveniente dal primo cinema di Longobucco, uno dei primi sorti in Calabria ma anche oggetti provenienti da case private come televisioni e giradischi; abiti, arazzi e coperte donati al Museo da privati cittadini, realizzati a mano su pesanti telai.

A Longobucco la tradizione si incontra anche per strada quando ci si lascia ammaliare dai profumi provenienti dalle numerose trattorie. I sapori della tradizione, broccoli, peperoni e patate, salumi e formaggi, sono adagiati su piatti in legno finemente lavorato che danno l’impressione di vivere in un tempo lontano. 

Il dedalo di vicoli e stradine è la caratteristica dei Borghi calabresi. Impongono al turista il contatto con abitanti e lavoratori, gli artigiani, in particolar modo, che capita di incontrare affaccendati sulla soglia della propria bottega o della propria casa, intenti ad intrecciare ceste di vimini; a levigare e dare forma al legno; addomesticare il cuoio o addirittura ad intessere seduti davanti antichi telai. 

Lo sguardo si lascia rapire in fretta da chi lavora con tanta competenza, nessuno nega una foto o un video a quello che è un lavoro da tutelare e tramandare, per far sì che non si trovi solo chiuso all’interno delle eleganti Sale museali.